Il nostro impegno si rinnova. Dopo un’estate meravigliosa, sempre più sorprendente per la dedizione di chi si è messo in gioco, ci prepariamo a ripartire, perché l’oratorio sia ancora motivo di gioia per i ragazzi, non solo per qualche settimana ma per tutto l’anno.
Quest’anno il nostro Arcivescovo ci consegna una parola che è più un annuncio che un programma: SEI NELLA FESTA! E la apre con una pagina dei Promessi Sposi. L’Innominato, dopo una notte di angoscia, sente all’alba uno scampanare a festa. Si affaccia, vede la gente scendere a valle con l’abito buono della domenica e si domanda, quasi infastidito: «Che allegria c’è? Di che godono tutti costoro?».
Mi colpisce, perché è la stessa domanda che tanti, da fuori, rivolgono ai nostri Oratori. La vera questione dell’anno non è quante cose faremo, ma se dai nostri cortili salirà un suono di festa abbastanza vero da far affacciare alla finestra anche chi è chiuso nella sua notte.
Non si tratta di moltiplicare le attività. L’organizzazione è la sala che apparecchiamo… non è la festa. «La missione è essere, prima che fare», scrive l’Arcivescovo. La festa viene da dentro. E se dentro non c’è, anche la sala più bella resta vuota.
C’è poi una cosa che ci libera. Non siamo noi a fare festa per Dio: è Lui che la prepara per noi. Dio stesso è festa, comunione d’amore senza fine. Prima di essere quelli che organizzano, siamo degli invitati. Gratis. E si impara a invitare solo ricordandosi di essere stati invitati per primi.
Questa festa ha uno stile. Negli Oratori di Mariano lo custodiamo da anni in tre parole semplici: preghiera, servizio, condivisione. Sono tre tracce che dovrebbero attraversare ogni nostra azione educativa e pastorale. La preghiera ci ricorda perché facciamo tutto questo, il servizio ci fa uscire da noi stessi, la condivisione ci fa conoscere per nome e portare i pesi gli uni degli altri. È così che l’oratorio smette di essere una struttura e diventa una comunità.
È lo stile della perfetta letizia di san Francesco, che quest’estate ci ha accompagnato con Bella Fra!: una gioia quieta e profonda, che regge anche nella fatica.
Dentro queste tracce vogliamo far crescere una cura educativa che si fa accompagnamento personale e di gruppo per ogni età, in particolare per preadolescenti e adolescenti, ma anche per chi vive il cammino di Iniziazione cristiana. Vorrei che chi entra in oratorio scoprisse che essere cristiani riguarda la vita, forma l’identità e orienta le scelte. Che la fede è il dono che può renderci felici, qui e ora. E che ha il volto di un’amicizia, quella con Gesù.
Tutto questo riguarda ogni operatore, in ogni ruolo. Non serve essere bravissimi: serve portarsi dentro un po’ di quella festa.
L’Innominato, alla fine, scende dal castello e la sua notte finisce. Mi auguro che quest’anno i nostri Oratori siano quel suono di campane: non perché siamo bravi a organizzare, ma perché siamo gente in festa con il nostro Dio. E che chiunque varchi il cancello possa sentirsi dire: SEI NELLA FESTA!
don Alessandro
Siamo entrati nel vivo della Quaresima, è iniziata la Settimana Autentica!
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